Proprio nel mezzo delle mie ricerche monocromatiche sulla carta e la luce, sono andata alla Fiera Abilmente di Vicenza, e mi sono trovata quasi per caso davanti allo stand della libreria Mede di Padova. Un libro ha subito attirato la mia attenzione per la copertina brillante e dall’effetto tridimensionale. Senza averla cercata, avevo insieme la base teorica per i miei esperimenti, e il libro zero, che tutti gli appassionati di papercraft dovrebbero leggere all’inizio del loro percorso.
L’autore, Paul Jackson, è un affermato origamista, ma qui va oltre la sua specialità per realizzare un libro che parla di superficie della carta, e di come animarla (“farla giocare con la luce”, direi io) senza doverla colorare.

Il titolo italiano, che strizza l’occhio al pubblico degli hobbisti con quel “creative” inserito ad arte, non rende giustizia all’essenza del libro. In inglese si parla infatti di “surface design”: un processo consapevole e ragionato che porta ad esplorare le possibilità di alcune tecniche semplici nel modificare la stessa superficie del foglio.
Jackson, come specifica nell’introduzione, ha voluto realizzare un libro che può essere usato a diversi livelli.
Innanzitutto, gli esperimenti sono alla portata di tutti: usano pochi materiali – solo carta o cartoncino di vari colori, in effetti! – e li sollecitano ad esprimere tutte le loro potenzialità materiche. Non c’è quasi nulla di artistico o inaspettato, ma solo una sistematizzazione di conoscenze che, lavorando la carta, possiamo già aver acquisito, e comunque dobbiamo sapere anche da principianti.

Ogni capitolo analizza una tecnica, che prende le mosse da un movimento semplice (“Attorcigliare”, “Intrecciare”…) e viene illustrata da una grande fotografia della sua applicazione su un foglio monocromatico.

Dopo una breve pagina con la teoria, si passa subito alle idee per metterla in pratica. È un vero e proprio metodo, che parte da un foglio bianco, per poi usare carta di due colori, e solo alla fine viene sviluppato in molti colori.

Le fotografie grandi stimolano subito l’imitazione e sono spunto per nuove idee che talvolta vengono suggerite nelle spiegazioni.

Gli esempi fotografati non sono perfetti né raffinati — Jackson stesso specifica che sono tratti da un corso che ha tenuto — ma presi nel loro insieme definiscono un percorso alla portata di tutti, principianti o esperti, che ci porta a scoprire possibilità nuove nell’animare un foglio di carta con tecniche non banali.

L’ultima parte di ogni capitolo ha una sorpresa, perché contiene alcuni oggetti che, sia pur con materiali diversi, usano la tecnica spiegata nelle pagine precedenti. Questo dà respiro alla ricerca e la cala nella realtà più ampia dell’arte e del design, stimolando al tempo stesso riflessioni che possono andare oltre a quelle teoriche del resto del libro.

Quest’ultima parte, unita all’ottima qualità delle foto, è proprio quella che rende il libro “Foglio e forma” adatto anche alle persone che non usano la carta per hobby o mestiere, prezioso e piacevole da sfogliare.
Come ho già spiegato prima, i materiali usati sono di facile reperibilità e di costo limitato; al tempo stesso gli esperimenti sono semplici ma inusuali. Soprattutto, in nessuna parte si fa uso di colori o segni sovrapposti ai fogli, al contrario di quanto siamo abituati a fare.
Questo, a mio giudizio, ne fa un testo ideale da proporre nelle scuole, per stimolare gli studenti di tutte le età a usi alternativi della carta, oltre che a sviluppare una sensibilità tattile ed estetica nei confronti di questo materiale.

Un’altra cosa che ho amato fin da subito in questo libro, e che ne costituisce la parte fondamentale, è l’introduzione. Sono poche parole, che sintetizzano l’essenza della passione che pervade Paul Jackson, e in fin dei conti tutti noi che amiamo la carta.
Sottolineo solo due passaggi, che sento miei e mi accompagnano sempre nel lavoro per questo blog e per il gruppo Facebook “Paper artist e paper crafter Italia”.
Innanzitutto condivido con l’autore la preoccupazione per il ruolo secondario della carta, che viene spesso considerata un materiale povero, poco durevole o di supporto, e la necessità di conoscerla meglio perché diventi oggetto d’arte e portatrice di nuove possibilità per tutti:
“[La carta] è considerata fragile, effimera o fin troppo ordinaria rispetto ad altri materiali […] o forse siamo portati istintivamente ad assegnarle il ruolo tradizionale di supporto per la stampa o per il disegno…”
Faccio mio anche l’augurio finale, che orienta la mia attività e la passione per la carta e per la diffusione per le arti che la usano:
“Spero che questo libro faccia scoprire ai lettori le sterminate possibilità offerte dalla carta nella creazione di trame e motivi superficiali, e contribuisca così alla produzione di opere artistiche e di design innovative e di successo.”
Concludo con un invito: per sentire veramente la passione di Paul Jackson per la carta, ascolta il suo intervento al TEDx dello Shankar College, dal titolo significativo di “Beyond the Fold – Oltre la piega”.
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=KljAhYPXFz4&w=560&h=315]
Per condividere il tuo amore per la carta, essere sempre aggiornato sui corsi e gli appuntamenti di tutt’Italia (e oltre) unisciti al gruppo Facebook “Paper artist e paper crafter Italia”: abbiamo grandi progetti, e non puoi mancare proprio tu!
Disclaimer: questo post non è in alcuna maniera sponsorizzato dall’autore o dall’editore. Nel testo ho inserito solamente le mie opinioni personali e le fotografie della copia in mio possesso.
Pingback: Decorare con semplicità la superficie di un foglio di carta: un esperimento creativo (parte 2) – Fatto Con Gioia