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{Semi di lentezza} La parte difficile sta tutta prima…

…perché fare posto alla lentezza (e convincerci che ci serve) è spesso più complicato che praticarla. Ti racconto perché, con una storia.

La foto qui sopra è presa dal nostro bungalow (molto propriamente chiamato “baita”) nel campeggio fronte mare dove abbiamo passato le vacanze. E sì, il mare è una sessantina di metri più sotto, a una scalinata e un sentiero di distanza. Questo ci dava la possibilità di godere dello splendido panorama, ma anche di fare un bel po’ di esercizio fisico per andare e tornare dalla spiaggia.

Ho scattato la foto dopo un temporale che era durato tutta la mattina fino a dopo pranzo, un momento in cui ero sola in casa, il resto della mia famiglia in spiaggia. Avevo deciso di rimanere nella baita: scendere fino al mare avrebbe significato percorrere tutto il sentiero in discesa e poi in salita, per un paio d’ore di sole e forse nemmeno un bagno.

Le nostre vacanze di famiglia durano poco, solo una settimana, perciò cerchiamo di passare più tempo possibile insieme. Quel giorno, però, ho pensato che era anche la mia vacanza; ho deciso di non ascoltare la vocina interna che mi diceva di rimanere con lз altrз, ma piuttosto il mio corpo che aveva bisogno di riposo.

Non è facile far tacere il senso del dovere, i “si è sempre fatto così”, il riguardo eccessivo verso chi ci circonda, la paura di deludere qualcunə. Non è facile convincersi che anche noi possiamo provare fatica o delusione, e questi sentimenti vanno tenuti in conto. Soprattutto non è facile capire che noi per primз meritiamo di stare bene tanto quanto le altre persone, anche se dobbiamo rompere uno schema.

Sono fiera di esserci riuscita: ho creato uno spazio di lentezza, senza darmi aspettative o sentire doveri, nemmeno verso di me.

È stata una pausa breve, ma ritemprante, soprattutto perché sono riuscita a dare priorità a me stessa e al mio benessere, senza peraltro penalizzare quello dellз altrз.

Quante volte riesci a farlo anche tu? Quante volte le tue vocine dentro ti fermano, magari senza un motivo evidente, dal prenderti una pausa di cui potresti avere bisogno, dal fare posto alla lentezza?
Il mio augurio, in questo periodo di ri-inizi, è proprio che tu riesca a ricavare tempo per te, pensando che aiuta il tuo benessere, e perché no, la tua autostima.


Peperoncini sul terrazzo 2026

Notizie dal Giardino

Grazie al caldo (e al fatto di essere in vaso) i peperoncini sono rigogliosi anche quest’anno. È una pianta nuova, perché quella dell’anno scorso, nata da semi di terza generazione, era stata così poco produttiva da consigliarmi di smettere di moltiplicarla.

Quanto al resto, nella parte retrostante del giardino abbiamo fichi e melagrane, che se maturassero assieme ci ricorderebbero molto l’Eden! In realtà le melagrane sono ancora piccoline e acerbe, e i fichi hanno già dato il loro meglio.

Non ho contato quanti chili di fichi ho raccolto in agosto, ma ho in dispensa più di 30 vasetti di marmellata, perciò devono essere stati parecchi! Ormai era quasi una catena di montaggio: un giorno si raccoglieva, si sbucciava, si bolliva, il giorno dopo si metteva in vaso, per poi ricominciare il giorno dopo ancora.
Nel frattempo, però, sono arrivate le piogge, che hanno fatto cadere molti frutti e hanno gonfiato quelli rimasti sull’albero. Magari gusteremo ancora qualche fico buono fino a ottobre, ma (per fortuna) per ora facciamo pausa.

Non vedo l’ora che arrivi il fresco, per sistemare finalmente le aiole e fare un pensiero a come organizzarle per il prossimo anno… le notizie alla prossima puntata!

Il giardino mi riserva sorprese in ogni stagione, e prendermene cura (anche se troppo poco, e a fasi alterne) mi aiuta a rallentare e radicarmi alla terra. Guarda i suoi mutamenti nell’archivio delle newsletter.


Un seme di libertà: cambia strada, fai posto alla lentezza

Un seme di libertà: cambia strada

Non servono grandi trasgressioni, o la rivoluzione improvvisa di tutte le regole, per ritagliarsi uno spazio di libertà: spesso basta la voglia di staccare il navigatore della nostra vita che ci guida lungo gli stessi percorsi!

Libera lo spazio, mentale innanzitutto, per un cambio di rotta. Prendi una strada panoramica per goderti il paesaggio, fermati davanti a una vetrina che ti ispira, concediti un caffè in un bar amichevole.

E soprattutto, quando l’avrai fatto e ti ascolterai pensare che hai solo perso tempo, rispondi che è vero, ma ne valeva la pena!

Foto di GreenCardShow da Pixabay

Nel frattempo ascolta: “It’s Oh So Quiet” (Björk, 1995)
Trovi tutte le musiche che consiglio nella playlist Spotify “Semi di Lentezza”

Questa è la newsletter che ho inviato a settembre 2026, in una versione più adatta al web. La trovi con tutte le altre nell’apposito archivio. Dal 2025 le newsletter sono anche su Substack, seguimi là!

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