Come sai, sto dismettendo l’attività con i mandala, che è stata una parte consistente di me in questi ultimi 6 anni.
Non mi è facile raccontarmi nel mezzo della ricerca di un’identità diversa, in cui sto cercando di capire chi sono veramente, soprattutto perché ne vengono fuori racconti frignoni… e a me le newsletter frignone non piacciono, per cui voglio rovesciare la prospettiva.
Invece di mettere giù quello che sto lasciando, ho pensato che preferisco condividere i miei punti saldi, da dove sto ripartendo. Ha senso parlare di “ripartenza” in un’età che si pensa di stabilità, se non di declino? Non lo so, ma l’immobilità non fa per me, perciò iniziamo!
Cullo i rimpianti
Il punto in cui sono nasce da consigli sbagliati e scelte poco coraggiose. Ci sto mettendo un po’, ma voglio capire, comprendere e accettare tutto questo. Per poi migliorare ed essere più felice… no?
Riparto dal fare
Non so stare senza costruire qualcosa di tangibile. Perciò sistemo, invento, cucio, cucino e uncinetto (voce del verbo “uncinettare”). E ogni tanto mi lancio in imprese come quella della foto in alto: rimettere a nuovo una panchina che ha quasi tanti anni come me. Malgrado abbia patito sole, pioggia e vento, la struttura è super solida, e entro la fine dell’estate voglio che sia splendente nel mio nuovo angolo relax in terrazza.
Mi metto al servizio
Ho un sacco di competenze, che se sto ferma restano inutilizzate. Per questo sto partecipando a una serie di progetti di amiche (che ogni tanto vedete comparire qui o nelle storie Instagram), mettendomi al servizio come posso.
Per tutta la vita ho pensato di dovere e potere fare da sola, o quanto meno essere la leader. Ora serve che io scopra la capacità di portare valore ad un progetto non mio, solo per il tempo in cui sarò necessaria, senza impormi o voler cambiare cose o persone.
Ascoltare e vedere
Quante volte ci sentiamo non ascoltatз o non vistз, soprattutto quando diventiamo i compiti che svolgiamo, o quando ci viene tolta voce? Uno dei punti da cui voglio ripartire è questo: ascoltare e vedere tutte le persone che mi stanno davanti, senza darne nessuna per scontata, nemmeno quelle con cui ho interazioni brevissime, tipo chi sta alla casse del supermercato o tiene il segnale di stop nei cantieri stradali.
Ho lavorato molto negli ultimi anni con il gruppo di adultз che animo: ho cercato di dar voce a ognunə, facendo in modo che non ci fossero interruzioni, integrazioni o paternalismi. Sono uscite meraviglie, soprattutto dalle persone inaspettate. È stata una lezione potente e commovente, che ho deciso di portare in tutti gli ambiti.
Obiettivo: acquisti zero (anzi, vendo)
Uno dei lati positivi (🙄) di smettere la mia attività è che non ho più scuse per riempirmi di materiale. Ho una stanza intera di carta e gigiate (cit. Erica) che aspettano solo di essere usate. Per un po’ ho deciso che bastano!
Cerco di usare la stessa logica in tutti i campi: rimetto a nuovo quello che posso, frugo nei cassetti e da mia mamma quando mi viene un’idea. Soprattutto per le cose non indispensabili, meglio essere creativa che sprecona.
Dall’altra parte, finalmente mi sono decisa a portare ciò che non mi serve più al negozio dell’usato. Ho iniziato piano piano, ma appena prendo il via libero casa!
Resistenza quotidiana
Messe tutte insieme, le cose che ho scritto sopra hanno un solo nome: resistenza. Voglio ripartire proprio da questo: non lasciarmi prendere dalla rassegnazione, dal virtuale, dal protagonismo, dalla deumanizzazione, dal consumismo, ma trovare il tempo di riflettere su ogni scelta per far sì che serva al bene mio e di tuttз.
Per farlo, serve lentezza. La farò diventare ancora di più la mia guida, e penso proprio che ne sentirai ancora parlare!

Notizie dal Giardino
Come speravamo, il piccolo albicocco si è dato da fare! Ho contato una decina di frutti, che per ora sono piccoli, ma promettono bene.
Speriamo che non venga il vento, né la pioggia troppo forte, così che ne possiamo assaggiare qualcuno!
Per il resto, qui si stanno preparando iris, rose e peonie, come ogni maggio. Tutti gli anni lo dico: la gioia dei fiori è impareggiabile, mi dà sempre la voglia che venga primavera.
Il giardino mi riserva sorprese in ogni stagione, e prendermene cura (anche se troppo poco, e a fasi alterne) mi aiuta a rallentare e radicarmi alla terra. Guarda i suoi mutamenti nell’archivio delle newsletter.

Un seme di ecologia: frequenta i negozi dell’usato
La prima volta che ho frequentato un mercatino delle pulci ero in Erasmus, in Finlandia, e l’avevo preso come un espediente per spendere un po’ meno per oggetti non proprio indispensabili. Salto in avanti una decina di anni, e mi aggiudico delle ciotole carine e un affarone vintage in un Oxfam inglese.
Ora, più di vent’anni dopo, ho riscoperto i negozi dell’usato. Per ora sto portando cose di poco conto, per vedere come funziona… e faccio fatica ad uscirmene senza niente. Piano piano, però, sto osservando la qualità degli oggetti e le specificità di ogni negozio, così so dove orientarmi quando avrò bisogno di qualcosa.
Trovo divertente passeggiare per le corsie: ci sono non solo suppellettili per la cucina, vestiti e borse, ma anche letti di ferro compresi di rete e testiera, oppure armadi così grandi da chiedersi dove mai sono entrati. Ogni oggetto ha una storia, e mi perdo ad immaginarla.
Soprattutto, mi consola pensare che la maggior parte delle cose avrà una seconda vita e un’utilità prolungata. Un seme di ecologia, a portata di mano.
Foto di Ellie Burgin da Pexels
Nel frattempo ascolta: Ordinary World (Duran Duran, 1993)
Trovi tutte le musiche che consiglio nella playlist Spotify “Semi di Lentezza”

Questa è la newsletter che ho inviato ad aprile 2026, in una versione più adatta al web. La trovi con tutte le altre nell’apposito archivio. Dal 2025 le newsletter sono anche su Substack, seguimi là!
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