In questi giorni, in ogni parte di Internet, sono sommersa dalle pubblicità dei negozi online dove potrei comprare vestiti, oggetti per la casa e tutto quello che mi serve (ma soprattutto quello che non mi serve) senza nemmeno muovermi dal divano.
In effetti, chi me lo fa fare di uscire? Fa freddo, e l’umidità padana dà poca tregua; in più non sono nemmeno sicura di trovare quel che cerco, metti che faccio un viaggio a vuoto…
In questo modo, però, non riesco a toccare, sentire, riconoscere. Non posso provare, vedere come sono fatte davvero le cose. Devo basare la mia scelta solo su un senso, quello della vista, per di più mediato da uno schermo.
In più, perdo l’occasione di interagire con una persona, chiedere un consiglio, un parere o anche solo un’informazione. Magari perdo un sorriso, e la possibilità di donarlo a qualcuno.
Sentiamo in continuazione che le strade sono insicure, che succedono fatti brutti, e aspettiamo sempre che ci siano più controlli.
Credo però che ci sia un metodo più semplice: usciamo comunque, riprendiamoci le strade, i parchi, la natura. Viaggiamo a piedi, in bici dove si può, e con i mezzi pubblici. Portiamo con noi ragazzз e bambinз, adultз e anzianз, oppure giriamo da solз senza paura di parlare con chi non conosciamo. Più siamo, più abitiamo gli spazi aperti, più facciamo comunità e sicurezza.
Nelle città, grandi e piccole, ci sono spesso eventi, e la maggior parte sono gratuiti. Sono sicura che la tua biblioteca di riferimento organizza qualche incontro con l’autore, le iniziative per una o l’altra “giornata di”, o magari anche un gruppo di lettura. Adesso è il momento di informarsi e partecipare, lasciando da parte la pigrizia e il fastidio per gli altri.
È il momento di creare spazi che siano accoglienti per tutte le persone, anche per quelle giovani di cui tanto ci lamentiamo. Spazi che non siano dedicati più che altro agli acquisti, come i centri commerciali che stanno rubando le funzioni dei centri storici.
Non aspettare che arrivi la primavera, il momento giusto, o l’amica che non vedi da tanto: esci ora, trova qualcuno a cui sorridere di persona, e dopo dimmi come ti senti!
(Foto di copertina: Brad Rucker su Unsplash)

Notizie dal Giardino
La situazione dell’aiola davanti alla porta di casa è questa: sono spuntati i germogli dei narcisi e dei giacinti, qualche iris nonostante i miei continui sforzi di levarli da qui… ma soprattutto quest’erba strana e carnosa, che sicuramente ho piantato io ma non me ne ricordo. Non dirmi che cos’è, non ho intenzione nemmeno di googlarla, perché prima o poi fiorirà e avrò la sorpresa di scoprire di cosa si tratta.
Per il resto, la prossima settimana verrà un giardiniere nuovo in cui riporremo tutta la nostra fiducia per potare gli alberi grandi, tagliare uno dei melograni (😢) e soprattutto l’albicocco (😭) che è veramente arrivato alla fine. Ma non ti preoccupare, ne pianteremo uno nuovo, più giovane e resistente.
Il giardino mi riserva sorprese in ogni stagione, e prendermene cura (anche se troppo poco, e a fasi alterne) mi aiuta a rallentare e radicarmi alla terra. Guarda i suoi mutamenti nell’archivio delle newsletter.

Un seme di partecipazione: guarda le Olimpiadi
Come ho letto in una rivista, lo sport è una delle poche cose che resisterà al virtuale e all’AI. Per farlo, o per vederlo, bisogna esserci.
Nella nostra famiglia, amiamo le grandi manifestazioni sportive: raramente manchiamo il passaggio del Giro d’Italia, e quest’anno siamo riusciti a vedere anche la fiaccola olimpica (la foto sopra è stata scattata da mia mamma).
Da venerdì, il nostro televisore sarà acceso tutto il giorno per seguire l’Evento dell’Anno: le Olimpiadi Invernali. Tiferemo per gli eroi del giorno di sport che riemergono una volta ogni quattro anni, ci appassioneremo a gesti atletici che non conoscevamo, godremo dell’entusiasmo delle persone che sono là.
Ci farai compagnia? Secondo me ne vale la pena, per vivere momenti di autentica gioia e di partecipazione a un evento che coinvolge atleti e persone da tutto il mondo!
(Avvertenza: abito in Veneto, sono originaria della provincia di Belluno, e non mi sfuggono gli aspetti contraddittori di questa olimpiade, sia dal punto di vista ambientale, sia politico. Non credo che questa newsletter sia il posto giusto per discuterne: preferisco concentrarmi sull’occasione di incontro e festa che le Olimpiadi rappresentano.)
Nel frattempo ascolta: Sowing the Seeds of Love (Tears for Fears, 1989)
Trovi tutte le musiche che consiglio nella playlist Spotify “Semi di Lentezza”

Questa è la newsletter che ho inviato a febbraio 2026, in una versione più adatta al web. La trovi con tutte le altre nell’apposito archivio. Dal 2025 le newsletter sono anche su Substack, seguimi là!
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